L’economia Green è solo un miraggio?

Sono anni che si sente parlare di economia Green, di agende verdi e quant’altro, ma obiettivamente poco si è fatto, la situazione del nostro pianeta è molto seria e i grandi hanno ben poco preso le redini per modificare l’andamento negativo dell’economia e dello sfruttamento delle risorse.

Il grido degli scienziati è così forte da poterlo udire dallo spazio, ma non dai vertici, non da chi tira i fili del pianeta.

Si certo si sente molto parlare di auto elettriche e di raccolta differenziata, ma i passi per cambiare la direzione e invertire la marcia portando l’economia verso il Green sono troppo lenti.

Attualmente non sono state stilate proposte che possano essere realizzabili e che portino ad un cambiamento vero e proprio, il problema principale è l’aumento della temperatura, che innesca di conseguenza dei disastri climatici.

Alcuni studi hanno posto un quesito, di rompere il legame tra la ricchezza materiale e la conseguente catastrofe ambientale, infatti i governi si sono posti un obiettivo disaccoppiare la crescita del Pil all’uso delle risorse.

E’ necessario ridurre al minimo l’utilizzo delle risorse terrestri per poter limitare i danni.

Purtroppo nuove ricerche hanno fatto notare come il disaccoppiamento non sia fattibile e non dia dei risultati, inoltre è necessario far in modo di separare l’economia dagli impatti ambientali.

Le risorse del pianeta

Secondo vari studi l’uso globale delle risorse è aumentato di 10 volte dal 1900, inoltre nei decenni degli anni 70’ il tasso di crescita è stato accelerato e mai diminuito.

Il problema maggiore è che in tutti questi anni i materiali creati non sono mai stati riciclati, oppure solo in parte, si calcoli che solo il 9- 12 % dei materiali vengono riciclati e circa la metà delle risorse vengono utilizzate per fornire energia in senso lato, l’altra metà viene utilizzata per trasporti, edifici ecc.

Agenda 2030

L’agenda 2030 ha come obiettivo lo sviluppo sostenibile, questo trattato venne sottoscritto nel 2015 da 193 paesi membri dell’ONU, questo piano è stato incentrato su 17 obbiettivi e 169 traguardi da raggiungere entro il 2030.

L’agenda 2030 ha sostituito i vecchi obiettivi per raffigurare dei nuovi, per affrontare il cambiamento su un modello di sviluppo, dove si vanno ad interagire le situazione economiche, sociali e ambientali.

Finalmente con l’agenda 2030 è stato abbandonato il fatto che la sostenibilità riguardi solo le tematiche ambientali.

Come sviluppare un consumo responsabile

Per cambiare il nostro pianeta è necessario ritornare ad un consumo responsabile, con dei cicli di produzione volti al minor utilizzo di energia e di inquinanti.

Oggi viviamo in un mondo dove le risorse vengono sfruttate al massimo e l’equilibrio tra produzione e consumo è fortemente sbilanciato, ritrovare l’equilibrio tra questi due fattori è uno dei punti dell’agenda 2030.

Cosa intendiamo per produzione sostenibile?

Sul sito dell’Onu viene spiegata in questo modo: “Si tratta di migliorare la qualità della vita, riducendo al minimo l’utilizzo di risorse naturali, di materiali tossici e le emissioni di rifiuti e inquinanti durante il ciclo di vita di prodotti e di servizi, salvaguardando le necessità delle generazioni future”.

I dati che sono stati raccolti dall’ONU non sono molto positivi, anzi ci sono molti aspetti critici, tra questi è il continuo utilizzo delle materie prime nei cicli di produzione, questo fa vedere come l’economia che conosciamo tutti è improntata a soddisfare i bisogni materiali delle persone, in un ciclo volto al consumismo.

Il consumo delle materie in numeri

Dal 2000 ad oggi si è registrato un aumento dello sfruttamento delle materie prime del 70 %, anche il tasso di estrazione delle risorse naturali non rinnovabili è aumentato in modo drastico, le previsioni per il 2060 è di 190 milioni di tonnellate.

Come vengono sprecate le risorse

Questo è un altro tasto dolente, per creare e sviluppare un’economia green lo spreco delle risorse deve essere azzerato o quasi, invece attualmente lo spreco è sempre maggiore.

Lo spreco a cui assistiamo ogni giorno per la maggior parte è alimentare, un terzo dei cibi che vengono prodotti sono buttati nella spazzatura, solo una piccola parte viene riciclata. E’ necessario anche metterci sopra tutto lo spreco inerente all’utilizzo dei macchinari, trasporti e forza lavoro.

Come cambiare e arrivare ad un consumo sostenibile

Di certo non è facile, di base serve l’impegno di tutti noi, non si può sempre passare la palla, ma è necessario cambiare le nostre abitudini di vita.

Un punto molto importante dell’agenda 2030 è proprio incentrato sul consumo sostenibile.

In Italia sono stati fatti grandi passi in avanti in questo settore, si pensi che in sostanza si recupera più materia e se ne utilizza meno. Anche il riciclo dei rifiuti è arrivato a un 49,4 %, l’obiettivo per il 2020 era del 50%.